Il Garda, Mantova, il Po in bicicletta

 

 

 

I tappa: Vicenza-Verona lunghezza 70,0 km.

 

II tappa: Verona-Rovereto lunghezza 92,0 km. dislivello 900 m.

 

III tappa: Rovereto-Riva del Garda lunghezza 30,0 km.

 

IV tappa: Riva del Garda-Peschiera del Garda lunghezza 63,5 km.

 

V tappa: Peschiera del Garda-Mantova lunghezza 44,0 km.

 

VI tappa: Mantova-Montagnana lunghezza 121,0 km.

 

VII tappa: Montagnana-Vicenza lunghezza 70,0 km.

 

 

 

 

Questo giro si sviluppa in quattro regioni: Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna, quindi ancora in Veneto, con partenza ed arrivo da Vicenza.

Per la maggior parte il percorso si sviluppa nella pianura Veneto-Lombarda, alla ricerca di zone agricole o lungo gli argini del Mincio, dell’Oglio e del Po, con una deviazione lungo la valle dell’Adige (ciclopista del sole) e lungo il lago di Garda.

I percorsi di per sé non sono difficili (l’unica asperità è la lunga salita dei monti Lessini) ma con paio di tappe lunghe, che richiedono un po’ di fondo.

Come di consueto ho cercato di evitare le strade di maggior comunicazione, ma qualche chilometro trafficato sarà inevitabile (in particolare nell’ingresso e nell’uscita delle città). Si corre quasi sempre su asfalto, ma poiché alcune deviazioni, e alcuni tratti degli argini del Po sono sterrati, è meglio evitare i tubolari. Sono comunque possibili altri percorsi. Nelle tabelle è indicato il tipo di fondo stradale (A=asfalto, S=sterrato, C=pista ciclabile).

Il percorso, deviazioni comprese, è di 500-550 km., in 7 tappe. Condizioni meteo avverse ci hanno fatto saltare la prevista tappa per Sabbioneta/Brescello, deviazione che può valer la pena programmare, magari procurandosi il pieghevole MantoVA IN BICI (info@turismo.mantova.it).

Ho voluto costruire questo percorso, con partenza ed arrivo da casa, per percorrere alcune strade e piste ciclabili che proprio mi mancavano (la Statale Gardesana, la ciclabile Peschiera-Mantova, gli argini del Po...) e per “riguadagnare” certe mete già note con ritmi ciclistici.

 

Il percorso è stato provato (con qualche variante) nel settembre 2006 da Mirko ed Antonio.








I tappa: Vicenza-Verona

 

Località

Km.

Quota

Fondo

Note

Vicenza

0,0

39

A/C

SS per Verona, 1° cavalcavia a sx. (quartiere Ferrovieri) poi a dx. ciclabile S.Agostino, c.ca 1 km. dopo il sottopassaggio autostradale a dx. per Valmarana proseguire (altro sottopasso, volta a sx.) fino ad Altavilla

Altavilla Vicentina

11,0

40

A/C

imboccare a sx. (impianti sportivi) sottopasso autostradale, quindi cavalcavia e a sx. per c.ca 200 m. strada principale (traffico) quindi a sx. primo cavalcavia, zona artigianale, subito a sx. (ciclabile) fino a Brendola

Brendola

19,0

40

A

proseguire in direzione Bocca d’Ascesa, imboccando però, un attimo prima della salita, la deviazione sulla dx. per Meledo (4 km.); al semaforo a sx. SS 500 per 100 mt., quindi (volta a dx.) su strada locale fino a Lonigo

Lonigo

31,0

31

A

dalla piazza principale di Lonigo a dx. strada principale verso S. Bonifacio/Soave (medio traffico)

San Bonifacio

42,0

31

A

attraversamento SS 11 quindi cavalcavia autostradale verso Soave (traffico)

Soave

45,0

40

A

dalla porta settentrionale a sx. indicazioni S. Vittore, qualche tornante di facile salita

Colognola ai Colli

53,0

80

A

proseguire in discesa, attraversare la principale per Illasi su secondaria parallela all’autostrada

San Martino Buon Albergo

60,0

45

A

immissione SS. 11, subito a dx. per secondarie fino a Verona (porta Vescovo)

Verona

70,0

59

 

 

 

Chi fosse amante di traffico e smog, può percorrere questa tappa più rapidamente, risparmiando una ventina di chilometri, semplicemente lungo la statale 11 padana superiore. Altamente sconsigliato. Ho preferito indicare un percorso lungo strade secondarie e meno trafficate, che attraversa alcuni paesi e cittadine di richiamo culturale e turistico (Lonigo, San Bonifacio, Soave), mentre la modesta salita di Colognola, 4 tornanti tra i vigneti, è piacevolmente panoramica.

Il percorso indicato consente di aggirare la gran parte del traffico, altrimenti intenso, che corre tra le due città venete, e che si incontrerà, inevitabilmente, nei 2-3 chilometri tra San Bonifacio e Soave (attraversamento della Statale e cavalcavia sull’autostrada).

L’uscita e l’entrata da Vicenza e Verona possono essere un po’ problematiche. Il percorso suggerito è sicuro e piacevole, e consente una tranquilla giornata di bicicletta.

Fondo stradale sempre buono.




II tappa: Verona-Rovereto

 

Località

Km.

Quota

Fondo

Note

Verona

0,0

59

A

sul lung’Adige esterno verso San Zeno, attraversamento SS 12, poi su provinciale verso Pedemonte, S. Floriano, S. Ambrogio

Sant’Ambrogio di Valpollicella

20,5

180

A

prov. 33c per i monti Lessini (direzione Monte, Càvalo, Breónio), in leggera, costante salita al 4-6% (primi 2 km. c.ca 8%)

Fosse

44,0

945

A

a sx. in vertiginosa discesa: una decina di tornanti stretti al 10-14%, asfalto perfetto

Peri

53,0

130

A

a sx. per 200 mt. su SS 12, a dx. ponte sul-l’Adige, poi a dx. su prov. per c.ca 5 km. poi a dx. nuovo attraversamento dell’Adige

Borghetto

60,0

132

C/A

ciclopista dell’Adige fino a Rovereto (nel tratto Ala-Chizzola su provinciale)

Rovereto

92,0

177

 

 

 

 

Uscire da Verona è semplicissimo, non si potrebbe sbagliare neppure a volerlo: basta, dal ponte di pietra, o da Castelvecchio, percorrere il lung’Adige esterno al centro della città mantenendo sulla propria sx. l’Adige, e dirigersi verso San Zeno (in direzione opposta alla corrente dell’Adige); lasciatosi alle spalle il centro della città ci troveremo su una strada poco trafficata fino alla diga di Chievo.

Dopo forse un chilometro ci si immette sulla statale 12, diretta a Trento, che si abbandona quasi subito sulla destra imboccando la provinciale diretta verso alla Lessinia (Pedemonte). La zona è abbastanza trafficata e occorre procedere con attenzione. Da Pedemonte a San Floriano c’è una breve pista ciclabile, poi ancora la provinciale fino a Sant’Ambrogio. Da qui comincia la lunga salita, più di venti chilometri, lungo i monti Lessini, nell’ultimo versante prima della Val d’Adige, lungo una strada assolata, dalla pendenza mai difficile, al 4-6% (a parte i primi 2 km., più duri), ma costante e che offre pochi tratti di riposo. La strada da seguire è la provinciale 33c, poi 33, in direzione Monte, Càvalo, Breónio, Fosse, ben indicata sia all’inizio che lungo tracciato, fondo sempre perfetto, traffico quasi assente (camion che fanno la spola tra le cave di marmo e il fondovalle nei feriali).

Occorre portare con sé sufficienti risorse d’acqua: ricordo un paio di fontanelle disseccate alla base, un disperato negozio di alimentari a Monte, una fontanella circa a 2/3 di salita.

Superato una sorta di colle a quasi quota 1.000 si arriva a Fosse: da qui si potrebbe proseguire in direzione Passo Fittanze (1.400 m. di quota) su un percorso asfaltato (deviazione indicata in cartina) o, ancora più bello, ma più impegnativo, proseguendo diritti verso Coste (strappo severo su asfalto) fino al Cornetto d’Aquilio (quota 1.543) su buoni sterrati in ambiente montano  (pascoli ed abeti), poi sterrato in discesa più difficile fino a p.sso Fittanze, quindi Sega di Ala e discesa verso Sdruzzinà (Ala) su asfalto.

Il percorso indicato segue invece la bella e tecnica discesa da Fosse a Peri, tornanti stretti, pendenze decise, asfalto nuovo nuovo, traffico zero.

La seconda parte del percorso è semplice e riposante: si imbocca, a pochi chilometri da Peri, dalla località di Borghetto, la ciclopista dell’Adige, fino a Rovereto: 30 chilometri di bella pista ciclabile, parallela all’autostrada, che serpeggia tra i vigneti della Val d’Adige (solo per qualche chilometro, tra Ala e Chizzola, ritorna sulla provinciale), sempre e comunque ben segnata.

Sulla ciclabile dell’Adige c’è parecchia bibliografia, continuamente aggiornata, e quindi rimando ad un paio di link: www.fiab-onlus.it; www.ediciclo.it. Aggiungo solo un’annotazione: la Val d’Adige è notoriamente battuta dal vento, che tipicamente soffia da sud verso nord, tipicamente in rafforzamento nel pomeriggio. Nel nostro percorso il vento è a favore, ma occorre tenerne conto se si pensa di percorrere la valle in senso opposto.

Nessun problema per indicazioni o traffico: passando da Veneto al Trentino si avverte uno scarto netto: nei centri abitati ci sono piste ciclabili ovunque, il ciclista è rispettato dal traffico automobilistico, ci sono indicazioni differenziate per i ciclisti...




III tappa: Rovereto-Riva del Garda

 

Località

Km.

Quota

Fondo

Note

Rovereto

0,0

177

C

a ritroso gli ultimi chilometri percorsi giorno prima sulla Val d’Adige fino alla deviazione, segnalata, per la ciclabile Mori-Riva

Mori Vecchio

8,0

204

C

a Mori la ciclabile è in parte interrotta, riprende direzione impianti sportivi, la ciclabile è sostanzialmente pianeggiante, salvo nell’ultimo tratto in cui scende a Torbole con una discesa molto pendente

Torbole

26,0

85

A/C

da Torbole a Riva un breve percorso ciclopedonale consente di evitare il tunnel

Riva del Garda

30,0

73

 

 

 

Tappa semplice ed alla portata di tutti, lungo la ciclabile Mori-Torbole, che affianca per lunghi tratti la statale 240, per poi staccarsi dal tracciato verso un modesto passo (quota 222) e l’alveo di Loppio. Bellissima la vista sul Garda, quindi una picchiata finale fino a Torbole che mette a dura prova la tenuta dei freni.

Il tutto si risolve, a prenderla con la dovuta calma, nell’arco della mattinata. Nel pomeriggio, a non voler approfittare di un pomeriggio di riposo, è possibile scegliere tra alternative interessanti, ad esempio la ciclabile del Sarca.

Noi abbiamo affrontato lo spettacolare percorso verso la valle di Ledro, lungo la vecchia strada statale, ora adibita a percorso ciclo-pedonale; un facile sterrato che si inerpica in stretti tornanti, qualche breve galleria, verso Molina e il lago di Ledro. Un percorso di qualche chilometro e di circa 500 metri di dislivello, imboccando la prima deviazione a destra appena usciti da Riva lungo la gardesana occidentale. I primi chilometri sono a strapiombo sul lago con una vista mozzafiato che vale la fatica. Questo tratto non è pericoloso ma richiede un minimo di attenzione non essendoci quasi protezioni. Poi il percorso prosegue su asfalto fino ad immettersi sulla provinciale, abbastanza trafficata e con pendenze intorno all’8%, fino al lago, di cui si può fare il periplo.

 




IV tappa: Riva del Garda-Peschiera del Garda

 

Località

Km.

Quota

Fondo

Note

Riva del Garda

0,0

73

A

in direzione Torbole lungo il lago (SS 249 gardesana orientale), poi direzione Malcesine ancora lungo il lago (gallerie)

Malcesine

18,0

90

A

ancora lungo il lago direzione Garda (strada stretta, traffico)

Garda

46,5

67

A

ancora lungo il lago direzione Bardolino, Lasize (strada stretta, traffico)

Lasize

55,5

65

A

ancora lungo la SS 249 fino a Peschiera, strada ora più larga ma trafficata

Peschiera del Garda

63,5

68

 

 

 

Tappa che segue la statale 249 gardesana orientale e che non presenta nessun problema di orientamento. La strada è panoramica, quasi costantemente in riva al lago; a tratti tortuosa, con modesti saliscendi e con brevi gallerie nei primi chilometri. Per questo motivo, anche se illuminate da numerosi “finestroni” sulle pareti delle gallerie, è meglio avere un fanale o una pila frontale per illuminare e farsi vedere, anche perché la strada è sempre abbastanza trafficata, e poiché la sede stradale è per lunghi tratti stretta occorre prestare attenzione e non farsi distrarre troppo dalla bellezza del panorama.

Due consigli su questa giornata: programmate questa tappa nei giorni feriali perché, soprattutto nell’estate il traffico vacanziero renderebbe la giornata stressante. Vi sarebbe poi la possibilità di seguire la gardesana occidentale: sinceramente sconsiglio a causa del traffico decisamente più intenso, e per le gallerie molto pericolose.

In caso di pioggia battente (è quanto è successo a noi) si può prendere il traghetto che, con una lunga traversata, porta a Desenzano sul Garda (c.ca 4 ore; i traghetti veloci non portano le biciclette).

Dislivello irrilevante.




V tappa: Peschiera del Garda-Mantova

 

Località

Km.

Quota

Fondo

Note

Peschiera del Garda

0,0

68

C

imboccare la ciclabile lungo le sponde del Mincio

Monzambano

9,0

61

C

ancora lungo il Mincio in direzione Valeggio, nessun problema di orientamento

Borghetto di Valeggio sul Mincio

14,5

88

C

ancora lungo il Mincio fino a Pozzolo, poi la ciclabile segue un canale irregimentato fino a Mantova

Mantova

44,0

20

 

 

 

Altra tappa dallo sviluppo lineare e di nessun problema di orientamento, tutta lungo la bella ciclabile Peschiera-Mantova che costeggia gli argini del Mincio, con uno spettacolare ingresso in città.

È, come quella di ieri, una tappa di sostanziale riposo: il dislivello è nullo, il percorso è adatto a tutti, a prescindere dal tipo di bici o dalla preparazione fisica. La ciclabile è sempre ben indicata e su fondo asfaltato. Meno accogliente invece Mantova, il cui centro storico ha un fastidioso acciottolato per nulla “ciclabile”.

La tappa è volutamente breve per lasciar tempo alla visita alla città e per le doverose soste nel percorso, in particolare al caratteristico villaggio di Borghetto (Valeggio sul Mincio).

In cartina ho indicato anche una possibile (e consigliata) deviazione nel bel panorama delle colline moreniche, fino al piccolo borgo murato di Castellaro Lagusello.




VI tappa: Mantova-Montagnana

 

Località

Km.

Quota

Fondo

Note

Mantova

0,0

20

A

dal castello di Mantova, tenendo sulla dx. il lago Superiore, fino ad imboccare la SS 10, dopo c.ca 4 km. si giunge a Grazie (traffico)

Grazie

5,0

25

A

attraversare la SS e imboccare la strada secondaria, immettersi (volta a dx.) sulla SS 420 per c.ca 100 mt. poi subito a sx. ancora su strada secondaria proseguire per c.ca 8 km. fino a Borgoforte sul Po

Borgoforte

21,0

20

A/S

seguire in direzione est gli argini del Po, subito attraversamento SS 62, poi sottopasso autostradale, seguire lo sterrato che si allontana dal Po; in vista del ponte sul Po lasciare l’argine e immettersi sulla SS 413, ponte sul Po, poi 4 km. trafficati fino a S. Benedetto

San Benedetto Po

42,5

19

A/S

da S. Benedetto in direzione S. Siro lungo strade secondarie, poi ponte sul fiume Secchia, località S. Lucia, quindi voltare a sx. fino a raggiungere nuovamente gli argini del Po (sterrato), da seguire fino a Revere

Ostiglia

64,5

13

A

attraversato nuovamente il Po per giungere ad Ostiglia, si prosegue ancora lungo gli argini fino a Bergantino

Bergantino

75,0

13

A

lasciare gli argini attraversare la SS 482 attraverso la monotona campagna delle Valli Grandi, con un paio di curve e deviazioni fino a S. Pietro Polesine

San Pietro Polesine

85,0

11

A

dalla piazza a sx., qualche curva, si oltrepassa un fossato, poi la prima a dx. (indicazioni Baruchella), lunghissimo rettilineo (c.ca 10 km.) sulla sponda di un canale, sottopasso superstrada Transpolesana

Badia Polesine

101,5

11

A

oltrepassato il ponte sull’Adige, 1 km. fino a Masi, volta a sx. su strada trafficata, Castelbaldo, Merlara, Urbana e quindi Montagnana

Montagnana

121,0

12

 

 

 

 

Si tratta di una tappa lunga che quindi, per quanto interamente pianeggiante, richiede attenzione nel dosaggio delle energie, nell’alimentazione e nel dissetarsi a dovere. Peraltro il chilometraggio indicato in tabella, rilevato dalla cartografia TCI, è probabilmente sottostimato: a fine giornata il nostro contachilometri segnava 140.

Il percorso non presenta alcuna difficoltà tecnica, essendo completamente pianeggiante e sempre su fondo buono. Una volta usciti da Mantova (doverosa visita al santuario di Grazie, una sorta di coloratissimo ed ingenuo monumento agli ex-voto con tanto di coccodrillo impagliato...) i primi 20 km. si sviluppano su strade di campagna, poco trafficate prima di raggiungere il Po, una sorta di lunga pista ciclabile lungo le strade, tratti in asfalto, tratti su sterrato, che corrono lungo gli argini e che sono solo sporadicamente percorse dal traffico locale (qualche macchina, il camion del latte, poco altro) e abitualmente utilizzate dagli abitanti per spostarsi in bicicletta tra i vari paesi.

Seguiremo gli argini per circa 50 km., da Borgoforte a Bergantino. Attraverseremo il grande fiume (ma si può tranquillamente proseguire lungo la sponda sinistra) per visitare il paese di San Benedetto Po, famoso per l’abbazia benedettina. Meritevoli di visita, sempre sulla sponda destra, la chiesa romanica di Pieve di Coriano (per gran parte oggetto di ricostruzione) e il palazzo ducale di Revere. A Revere si attraversa nuovamente il Po (attenzione nel ponte dai parapetti bassi; non c’è nessun pericolo ma fanno una certa impressione) per tornare in Veneto, ad Ostiglia.

Da Ostiglia partiva una storica linea ferroviaria, (Treviso-Ostiglia) da anni dismessa, e per cui da anni FIAB, Legambiente ed altre associazioni si battono per la riconversione in pista ciclabile. Sarebbe una bellissima e lunga ciclopista, ma il progetto è minacciato da diverse intenzioni delle varie amministrazioni locali interessate dal percorso. Per ulteriori info: www.ostigliaciclabile.it. Comunque, al momento non rimane che un impraticabile terrapieno dismesso, e quindi si prosegue lungo gli argini (per un tratto peraltro molto bello). Attenzione: dalle strade arginali non ci sono indicazioni stradali: i paesi sono sempre ben visibili ma occorre “tenere il conto”: Bergantino è il secondo paese dopo Ostiglia, dopo Merlara.

Da Bergantino ci allontaniamo quindi dal Po, e ci inoltriamo in quello che ormai è il monotono paesaggio del Polesine. Il percorso suggerito va a cercare i lunghissimi rettilinei che tagliano la campagna, senza apparenti riferimenti geografici, se non i campanili lontani dei paesi, nelle Valli Grandi Veronesi. Ho scelto questo percorso perché filante e diretto: si sarebbe potuto continuare lungo gli argini fino a Castelmassa o Calto e proseguire poi lungo strade di campagna meno monotone, ma dopo oltre cento chilometri la voglia di orientarsi tra bivi e deviazioni viene a mancare.

Occorre pazienza nei lunghi rettilinei del Polesine, la stanchezza e la piattezza quasi surreale del paesaggio possono essere stressanti.

Gli ultimi 20 chilometri, da Badia Polesine a Montagnana, sono trafficati; esistono numerose stradine per evitare le strade principali, ma occorre allungare ulteriormente il tragitto.

L’arrivo alla città murata di Montagnana è spettacolare: le mura intatte, il grande fossato che le circonda, fanno pensare di essere in pieno medioevo.

In tutta la tappa non è difficile orientarsi; solo un po’ di attenzione nei tratti San Benedetto-San Siro e Bergantino-San Pietro, che (per motivi di spazio) non sono descritti nel massimo dettaglio: consiglio una buona carta stradale ed eventualmente consultare il sito: www.girolibero.it.




VII tappa: Montagnana-Vicenza

 

Località

Km.

Quota

Fondo

Note

Montagnana

0,0

12

A

uscire da Montagnana da porta Vicenza, 1 km. trafficato poi a dx. strada di campagna, borgo Roero, poi a sx., al quadrivio sul ponte Frassine (traffico) subito a dx. fino a Chiavicone, la strada volta secca a sx. immissione su SS 247 sulla sx. per c.ca 100 mt., uscire alla prima a dx.

Lozzo Atestino

20,0

13

A

pedemontana verso Valbona (castello) quindi direzione Agugliaro

Agugliaro

28,0

15

A

ancora su strada di campagna verso Albettone, semplice scollinamento, quindi Lovolo

Lovolo di Albettone

38,0

20

A

da Lovolo si prosegue a sx. fino ad immettersi a dx. sulla SS 247, poi prima uscita a sx. (Ponte di Barbarano)

Barbarano Vicentino

46,0

70

A

proseguire lungo la strada pedemontana dei Colli Berici: Mossano, Nanto, Castegnero, Lumignano, Costozza (saliscendi)

Longare

60,0

27

A

si imbocca la pista ciclabile che porta in città lungo la SS 247

Vicenza

70,0

39

 

 

 

 

Una tappa di tutta campagna: nei primi chilometri, superato il primo circondario di Montagnana e imboccate le strade laterali, si torna a respirare un’atmosfera simile al Polesine, grandi colture estensive e paesaggio quasi desolato. Poi, raggiunti i colli Euganei prima, ed i Berici poi, la campagna si fa più piacevole: piccoli appezzamenti, vigneti, panorama collinare.

La tappa è di fatto un percorso di avvicinamento alla città che punta ad evitare la provinciale Montagnana-Noventa e la SS. 247 (riviera berica). Questo tragitto fa rinunciare alla visita della bella cittadina di Noventa e della notevole villa palladiana di Pojana Maggiore, ma consente di evitare molto traffico.

Da Barbarano si segue poi il bel percorso pedemontano dei Berici, qui descritto sinteticamente, ma meglio dettagliato nella sezione Vicenza in bici allo stesso indirizzo web.